La storia incredibile del fondatore di WhatsApp

E’ recente la notizia che Zuckerberg ha acquistato WhatsApp per la funambolica cifra di 19 miliardi dollari. In pochi però conoscono la storia del suo fondatore.

L’ho letta per caso e ho voluto approfondirla perchè è un esempio di quanta verità ci sia nel detto “Volere è potere”. Un esempio per tutti: imprenditori e non, di come un’idea valida, se perseguita con tenacia, possa superare lo stadio del sogno e diventare realtà.

Jan Koum nasce poverissimo in Ucraina. A 16 anni lui e sua madre emigrano in America, a causa del contesto politico instabile.

Per fortuna o coincidenza si trasferiscono a Mountain View,  una zona della California, che presto diventerà una delle maggiori città della Silicon Valley, sede delle più importanti società informatiche ed elettroniche. Iniziano a vivere in un piccolo appartamento di due stanze grazie ai sussidi pubblici. Mentre la madre fa la babysitter, Koum studia e spazza pavimenti per un negozio di alimentari.

In adolescenza diventa un’autodidatta del “computer networking”, e si unisce ad un gruppo di hacker, intrufolandosi nei server della Silicon Graphics e chattando con il co-fondatore di Napster. Mentre studia in Università (che poi abbandonerà), riesce ad entrare a lavorare in Yahoo.

La madre muore e Koum inizia a frequentare più assiduamente Brian Acton, collega di Yahoo con la stessa passione per la tecnologia. Nel settembre 2007 Koum e Acton lasciano Yahoo e si prendono un anno sabbatico, in cui viaggiano per tutto il Sud America, giocando a ultimate frisbee.

 Nel gennaio 2009, Koum compra un iPhone. L’App Store è appena stato lanciato e Koum si rende conto del mercato potenziale delle App. Inventa un app che associa al nome della persona uno status e sceglie di chiamarla WhatsApp: “cosa sta succedendo?”.


Koum passa giorni a creare il codice di backend per sincronizzare la sua app con qualsiasi numero di telefono in tutto il mondo.  Fa usare la app agli amici russi, che utilizzandola, cambiano sempre più velocemente gli stati: “Mi sono svegliato tardi”, “I’m on my way” e mentre Koum inizia a pensare che sia meglio lasciar perdere e trovarsi un lavoro, si accorge di aver realizzato un’applicazione di instant messaging. Da qui il passo è breve alla nascita del successo di WhatsApp, insieme all’amico Acton, cofondatore.
Dopo tutta questa fatica possiamo dire che l’assegnino di Facebook, Koum se l’è anche meritato!


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