Consulenza aziendale: il valore aggiunto fa la differenza

 

Un’idea di quanto sia inflazionata la parola “consulenza” ce la dà una banale ricerca su Google. Inserendo la parola, sul più famoso motore di ricerca,  i risultati sono ben 7.200.000. Un’enormità, se consideriamo che alla ben più generica parola “professionista” sono associate meno della metà delle voci (2.950.000 risultati).

Sono tanti i settori della consulenza aziendale: dal marketing e comunicazione, al controllo di gestione, all’information technology, all’organizzazione aziendale. Altrettante sono le figure nella consulenza, il consulente oggi può essere: consultant, counselor, advisor, temporary manager.

La consulenza fa parte del mondo dei servizi e come tale è impensabile non considerarne il continuo divenire, anche nella terminologia e nella professionalità.

Tutto questo però può creare entropia e maggiore difficoltà per il cliente a capire chi fa che cosa.

Io stessa quando sono entrata nell’ambito della consulenza ho dovuto fare chiarezza. Ad aiutarmi è stata una mia docente, mentore ed ora collega, Rita Bonucchi. Rita mi ha fatto capire che per entrare nel settore era necessario scegliere il proprio posizionamento professionale e qualificarsi sia nelle competenze che nel metodo.

Da qui la decisione di seguire il corso di Management Consultant di APCO, l’Associazione dei Consulenti di Management. Associazione, di cui oggi faccio parte, e che  ha un proprio codice deontologico ,che i propri membri rispettano ed un approccio metodologico che si basa su norme UNI, riconosciute a livello internazionale e che disciplinano tutte le fasi di erogazione della consulenza: dal contatto iniziale fino alla realizzazione del progetto.

Obiettivo della normativa UNI di Apco, oltre che di fornire un approccio operativo sistemico, è creare trasparenza nel rapporto Consulente-Cliente attraverso una più efficiente gestione del progetto e l’effettuazione di una valutazione delle prestazioni erogate rispetto a quelle attese.

 Una consulenza qualificata è la modalità che permette a noi consulenti di distinguerci all’interno di un panorama  così vasto e affollato, è il valore aggiunto per chi la riceve e per chi la eroga.

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2 pensieri su “Consulenza aziendale: il valore aggiunto fa la differenza

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